La Just Culture nel dibattito politico svizzero

La scorsa settimana, un controllore del traffico aereo è stato condannato con pena sospesa per omicidio colposo in relazione allo schianto fatale di un F/A-18 sul Passo del Susten nel 2016. Questa non è la prima condanna tra i miei colleghi, tuttavia, il caso attuale ha comportato la perdita di una vita, a differenza degli episodi precedenti. In Svizzera, si sta affrontando da qualche anno un dilemma delicato, cercando di conciliare i principi della “Cultura Giusta” nell’aviazione con l’ordinamento giuridico. I principali problemi emergono nelle sfere del diritto penale, riguardante la punizione individuale, e del diritto pubblico, che coinvolge l’interazione tra sicurezza e indagini penali.

Nella moderna aviazione, i sistemi sono diventati così complessi che attribuire un incidente a un singolo atto, causa o individuo risulta estremamente difficile. Perseguire singoli individui per azioni non gravemente negligenti o intenzionali indebolisce la cultura della segnalazione e ostacola la capacità dell’organizzazione di identificare le vulnerabilità del sistema e apportare modifiche strutturali. La condanna di un individuo non impedisce che un incidente simile si verifichi con un’altra persona, e questo concetto si applica anche ad altri settori critici come la sanità e l’energia nucleare.

Il sindacato degli operatori del traffico aereo svizzeri (HelvetiCA) sta attivamente collaborando con rappresentanti del mondo giudiziario, politico e scientifico per implementare in modo professionale e coordinato una migliore accettazione e integrazione del concetto di “Cultura Giusta” in Svizzera. Al di là del caso Susten, un altro controllore di volo è stato ritenuto colpevole di interferenza negligente nel trasporto pubblico, mentre in altri due casi i colleghi sono stati assolti dal tribunale federale.La politica ha reagito attraverso tre atti parlamentari, con il Consigliere agli Stati Daniel Jositsch che ha proposto l’inserimento del principio della cultura giusta in settori cruciali come l’aviazione e la sanità, oltre a considerarlo un principio generale nel diritto svizzero. Attualmente, il Consiglio federale ha proposto di accogliere il postulato e siamo in attesa di osservare gli sviluppi concreti di questo significativo passo per l’intero settore. Per me e i miei colleghi, la questione non riguarda la volontà di essere giudicati o meno, ma piuttosto la necessità di considerare la “Cultura Giusta” come un approccio concettuale che supera vecchi schemi di pensiero e affronta le sfide contemporanee. La legislazione, datata quasi 80 anni fa, non è adeguata al mondo altamente complesso di oggi. La “Cultura Giusta” rappresenta un passo avanti verso lo sviluppo di una civiltà moderna, cruciale per garantire la sicurezza futura dei nostri sistemi.